Porre fine all'immigrazione di massa!

Di Toni Brunner, consigliere nazionale, presidente UDC Svizzera, Ebnat-Kappel (SG), 25.07.2011

Da sempre delle straniere e degli stranieri hanno cercato in Svizzera una nuova patria, innanzitutto cercandovi lavoro, un numero non indifferente di loro anche tramite l’asilo. Parallelamente, l’economia svizzera ha avuto e ha tuttora bisogno di lavoratori stranieri per coprire delle necessità specifiche. Per questa ragione la Svizzera ha sempre accolto manodopera straniera, in modo ponderato e controllato, offrendole delle prospettive professionali e personali. Inoltre, per quanto ha potuto, il nostro paese ha dato il suo aiuto e offerto la sua protezione ai veri rifugiati e alle loro famiglie.

Fino all’introduzione della libera circolazione delle persone con l’UE e all’apertura delle frontiere risultante dall’integrazione nello spazio di Schengen, la Svizzera ha regolato l’immigrazione con contingenti e tetti massimi nella legge sugli stranieri. Altrettanto, essa era sovrana per quanto riguarda la concessione dei visti e il controllo delle sue frontiere.

Con l’introduzione della libera circolazione delle persone e il conseguente abbandono del sistema dei contingenti, il nostro paese ha tuttavia abbandonato qualsiasi possibilità di controllo dell’immigrazione. Questa situazione è aggravata dall’elevato numero di persone in soggiorno illegale e dai problemi non risolti che si prolungano in eterno nel settore dell’asilo. In soli cinque anni, a causa dell’immigrazione, la popolazione svizzera è cresciuta di 380'000 persone, ciò che corrisponde alle dimensioni della città di Zurigo. Detto in maniera immaginosa, ogni anno, a causa dell’immigrazione, una nuova città di San Gallo appare sulla scena svizzera. E siamo ben lungi dal vederne la fine. Anche l’Ufficio federale di statistica prevede in taluni scenari già 10 milioni d’abitanti in un futuro prossimo. Le conseguenze dell’immigrazione sfrenata sull’economia, gli affitti, i prezzi dei terreni, la pianificazione del territorio, le infrastrutture, le scuole, la disoccupazione, il sistema sanitario e le istituzioni sociali sono sempre più evidenti.

È importante per la Svizzera che si possa far venire nel paese la manodopera necessaria quando non si trovano abbastanza impiegati svizzeri. È tuttavia altrettanto importante che questi lavoratori stranieri lascino il paese una volta rimasti senza lavoro.

Con la sua iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, l’UDC chiede che la Svizzera possa di nuovo controllare in modo autonomo l’insediamento di straniere e stranieri sul suo territorio. Questo controllo sarebbe assicurato tramite la fissazione da parte della Svizzera di tetti massimi e di contingenti annuali per i permessi di soggiorno. Occorre tuttavia vegliare a che quest’ultimi non possano essere in alcun modo aggirati. Il testo dell’iniziativa dispone perciò che tutte le categorie di stranieri siano prese in considerazione, compresi i frontalieri e le persone in situazione d’asilo.

È altrettanto previsto d’iscrivere nella Costituzione il principio secondo il quale l’immigrazione è particolarmente possibile allorquando serva gli interessi dell’insieme della Svizzera, rispettando una priorità per i richiedenti svizzeri nella ricerca del lavoro. L’iniziativa prescrive inoltre i criteri applicabili per determinare l’attribuzione del permesso. Il richiedente deve produrre un’offerta d’impiego emessa da un datore di lavoro. Solo le persone realmente idonee ad integrarsi e desiderose di farlo dovrebbero poter immigrare e restare in Svizzera. Infine, si deve imporre come condizione la disponibilità di mezzi di sostentamento sufficienti e autonomi.

Per terminare, occorre vegliare a che non ci siano diritti acquisiti al soggiorno permanente, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali. Una Svizzera con una buona qualità di vita, concorrenziale e promettente per il futuro non può fare a meno di misure efficaci contro l’immigrazione di massa. La nuova iniziativa popolare UDC pone le basi necessarie a questo effetto.

- Fa stato il discorso orale -