Un investimento per il futuro

Iniziativa contro l’immigrazione di massa.

Di Anita Borer, deputata, Uster (ZH), 25.07.2011

Le conseguenze dell’immigrazione di massa

a) Pressione sulle istituzioni sociali

La situazione delle istituzioni sociali svizzere è precaria e non cessa d’aggravarsi dall’entrata in vigore della libera circolazione delle persone. Dal 1° maggio 2011, essa s’applica completamente, quindi senza contingenti, anche ai nuovi Stati UE dell’Europa dell’est (salvo Romania e Bulgaria). La statistica pubblicata recentemente dalla Confederazione indica che il numero di nuovi permessi di soggiorno di lunga durata accordati ai cittadini UE-8 è ottuplicato per rapporto allo stesso mese dell’anno precedente.

La forte immigrazione proveniente dall’UE nel mercato svizzero del lavoro, fa concorrenza sia agli Svizzeri che agli stranieri domiciliati in Svizzera. Molti di loro sono spinti nella disoccupazione. Questa immigrazione di massa sovraccarica le nostre istituzioni sociali. Gli stranieri immigrati grazie alla libera circolazione delle persone hanno diritto alle indennità di disoccupazione nel caso di perdita del lavoro. SE assicurati durante almeno un anno in Svizzera, hanno diritto a una rendita AVS. La proporzione di stranieri a carico dell’aiuto sociale era del 6,1% nel 2009, ossia tre volte più elevata di quella degli Svizzeri. Il 32,8% dei beneficiari di una rendita AI era straniero nel 2010, mentre che la quota di stranieri sul totale della popolazione è del 22%.

b) Aumento della criminalità

La quota di stranieri per quanto concerne i delitti penali commessi in Svizzera è aumentata parallelamente alla crescita della popolazione straniera. Negli anni ’80 circa un terzo delle persone condannate per violazione del Codice penale era straniero. Da allora questa proporzione è incessantemente aumentata. Nel 2004, i tribunali hanno condannato per la prima volta più adulti stranieri che svizzeri, mentre che la loro quota della popolazione globale ammontava al 20%. Nel 2009, il 52,6% delle persone condannate secondo il Codice penale era straniero.

c) Gli Svizzeri estromessi dal loro alloggio

Esempi recenti nel canton Zurigo indicano che delle Svizzere e degli Svizzeri sono già estromessi dal loro alloggio per far posto a dei richiedenti l’asilo. A Brüttisellen (ZH), è previsto di utilizzare degli immobili abitativi cantonali per installarvi dei centri di transito per richiedenti. Va da sé che la prospettiva di dover lasciare il proprio appartamento preoccupa gli attuali locatari. Al Wydäckerring nella città di Zurigo e a Pfäffikon (ZH), dei locatari sono già dovuti partire per permettere l’insediamento di richiedenti.

d) Perdita dei nostri valori e della nostra cultura

La Svizzera deve la sua esistenza e la sua identità a un forte sentimento d’unità che tuttavia ha parecchio sofferto durante gli ultimi decenni. Il nostro paese possiede anche una lunga tradizione umanitaria in virtù della quale qualsiasi persona minacciata e perseguitata secondo i criteri del diritto internazionale trova rifugio in Svizzera. Tuttavia, l’immigrazione ha oggi raggiunto delle dimensioni che sfuggono al controllo della Svizzera. Gli immigranti non sono ben lungi dall’essere tutti persone partecipanti allo sviluppo economico del paese o minacciate nella loro vita e nella loro integrità fisica.

L’arrivo di manodopera straniera può essere vantaggioso per le due parti, per gli immigranti come per la Svizzera. Ma ciò unicamente se gli stranieri s’integrano nella nostra società. Ma questa integrazione non è più possibile con l’immigrazione di massa che affligge oggi la Svizzera. Invece di adattarsi ai nostri usi e costumi svizzeri, parecchi stranieri continuano a praticare la loro lingua, la loro cultura, i loro valori. Entrano soltanto raramente in contatto con la cultura di qui. I valori e le tradizioni svizzere, la cultura svizzera nel suo insieme sono ignorate. C’è il grande rischio di veder emergere in Svizzera delle situazioni come nelle grandi città francesi o americane dove interi quartieri sono dominati da lingue e culture straniere.

Conclusione (che fare?)

È tempo che la politica affronti questo problema e riprenda il controllo dell’immigrazione con misure efficaci. La Svizzera non ha più la possibilità di gestire le conseguenze finanziarie dell’immigrazione. La perennità delle nostre opere sociali esige non soltanto delle misure di risanamento, bensì anche una limitazione dell’immigrazione. Sono i nostri figli, in fin dei conti, che saranno chiamati a pagare la fattura di questa politica irresponsabile.

Una limitazione dell’immigrazione è pure necessaria per rispondere al forte tasso di criminalità fra gli stranieri. I delinquenti stranieri devono essere sistematicamente espulsi. La sicurezza delle cittadine e dei cittadini è un bene prezioso che si deve preservare per le future generazioni.

Un’integrazione degli stranieri è possibile solo se l’immigrazione rimane a dei livelli sopportabili. Dobbiamo riprendere in mano la politica d’immigrazione per conservare le nostre tradizioni, le nostre lingue e i nostri dialetti, ossia la nostra identità, e per trasmettere questi valori alle generazioni future.

- Fa stato il discorso orale -